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riappropriazioni
25 APRILE Ieri, oggi e domani,

Festeggiare oggi la Liberazione dal nazifascismo, la fine di un ventennio di orrore e soprusi, significa contribuire alla coscienza di quanto dobbiamo ai nostri liberatori.

Nonostante l’ampia bibliografia sul tema si tenta di smarrirne le testimonianze e la sostanza stessa, sempre più scomoda a fronte del silenzioso, quotidiano compromesso con i poteri forti, l’economia di guerra e la speculazione.

Chi ha combattuto con vocazione democratica e libertaria ha lasciato una preziosa eredità improntata su pari diritti e condivisione, di cui sanità, istruzuione e l’accesso al sostentamento e ad una vita dignitosa sono pilastri.

La Val Tanaro e tutto il Monregalese hanno generosamente lottato nelle persone di numerosi partigiani contro l’irrazionale e interessata violenza del regime.

Oggi vediamo i loro sforzi e sacrifici dimenticati, quando non vilipesi, dall’indifferenza e da un giogo più subdolo ma non meno pericoloso; ripresi spesso in forma folcloristica da certa politica, la stessa che non disdegna la repressione per perseguire interessi privati e logiche ben lontane da tale dignità.

Tacevano e collaboravano con i fascisti i vigliacchi, così tacciono oggi fingendo che nulla accada.

Invece è nostro dovere tramandare ai nostri figli tali valori.

Alziamo la testa contro quel fascismo e quel teorema produttivo, contro gli speculatori che hanno creato il debito pubblico e lo scaricano sulle spalle dei cittadini, del popolo.

Il domani è già oggi.

Siamo solidali con coloro che lottano per difendere il proprio diritto ad un futuro.

Così i lavoratori della Graziano di Garessio e di molte altre aziende, che chiedono la possibilità di lavorare e vivere.

Altrettanto è necessario battersi per impedire la chiusura degli ospedali, reparto dopo reparto (vedi ginecologia a Ceva) e per la difesa della linea ferroviaria Ceva-Ormea, che rappresenta ad oggi il trasporto più efficiente e sicuro, un diritto, ed una vera e propria risorsa per la valle.

Siamo solidali con gli antifascisti ancora in carcere o ai domiciliari a Cuneo e in altre parti d’Italia per avere contrastato atti e propagande fasciste;

con gli abitanti della Valle di Susa (ancora militarmente occupata) repressi a norma di legge con gas lacrimogeni, arresti e pestaggi;

con i migranti, di cui paghiamo la persecuzione, ridotti a fuorilegge, reclusi in veri e propri lager per avere tentato di fuggire la fame e la guerra.

Resistere significa anche opporsi ad istituzioni complici delle lobby e che si ispirano ad ideologie autoritarie e razziste, propugnando una guerra campanilistica tra poveri al paradossale grido di “razionalizzazione”.

Ieri, oggi e domani,

ora e sempre

RESISTENZA

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e-mail : sciancui@autoproduzioni.net

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